Visualizzazione post con etichetta Marvel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marvel. Mostra tutti i post

domenica 18 marzo 2012

ultimate End (?)

La seconda era dell'universo Ultimate è clamorosamente e drammaticamente giunta al suo epilogo. Ieri sera ho divorato gli ultimi numeri di Ultimate Spiderman e Ultimate Avengers (devo finire Ultimate Fallout che sarebbe il corollario e l'apertura della Nuova Era Ultimate) e la morte di Spiderman - Peter Parker è stato davvero un momento drammatico. In questo ultimo numero (il numero 13) l'artista delle origini dell'ultimate universe è tornato sulle pagine che aveva lasciato ad altri artisti (come la "nostra" Sara Pichelli che grazie al nuovo spiderman -non più Peter Parker- è balzata agli onori della cronaca... ma questa è un altra storia).  Mark Bagley stupisce con doppie splash-page di notevole impatto, che contribuiscono a dare importanza all'evento che si svolge in poche pagine. Drammatico il coraggio che Peter dimostra nel combattere, nonostante allo stremo delle forze a causa di un proiettile che si è preso al fianco al posto di Capitan America, i famigerati Sei, suoi acerrimi nemici, capitanati dal Goblin - Norman Osborn. Gli sconfigge ad uno ad uno anche aiutato da una Zia May sempre più personaggio fondamentale e a tutto tondo, che spara al petto di Elettro, e dai suoi nuovi cugini-coinquilini alias Bobby Drake-Uomo Ghiaccio e Johnny Storm dei fantastici quattro, tutti e due sotto copertura.

Il dramma si consuma veloce, Peter va via sereno (evocativa l'immagine di chiusura di Quaseda che ritrae Peter e lo zio Ben allontanarsi insieme verso La Luce) lasciando una Zia May distrutta e una città commossa a partire dal direttore del Daily Bugle, l'arcigno J. Jonah Jameson che da poco aveva scoperto l'identità segreta e aveva iniziato a rispettare Spiderman, anche perché gli ha salvato la vita... L'unico che rimane impassibile è Nick Fury che nel mentre ha riottenuto il suo posto a capo dello S.H.I.E.L.D.
E dire che la seconda stagione di Ultimate Spiderman mi aveva trovato un po scettico per via di una certa perdita di maturità a una eccessiva "addolescenzializazione" delle situazioni. Questo finale è stato grandioso, al pari, anche se con meno implicazioni, della recente morte di Capitan America dell'Universo Classico. 

Ora dobbiamo solo aspettare il debutto del nuovo arrampicamuri che già sapiamo avverrà e sapiamo chi sarà ma quel che interessa a me è il come avverrà e come la morte di Peter Parker (perché lui è morto, ma l'uomo ragno vive!) sarà metabolizzata dai comprimari della serie e dagli altri super eroi ultimate. 
l'evocativa l'immagine di chiusura di Quaseda


sabato 20 agosto 2011

X-Men Forever



Premetto che non sono un esperto di Storia Marvel. Mi sono avvicinato da poco al complesso e variopinto mondo dei super eroi in calzamaglia grazie a quel "Ultimate Spider-Man" uscito in edicola nei "Classici del fumetto - serie Oro". Da allora ho iniziato a frequentare l'ambiente dei super e, complice anche la recente invasione dei "cinecomics", ne sono rimasto affascinato, invischiato come nella tela del fatidico ragno. Questo per dire che io degli X-Men, quelli classici, non sono un esperto ma ho letto abbastanza editoriali per sapere che Chris Clearmont (o meglio X-Chris) ha scritto le pagine più importanti di questa testata. La Marvel, in uno slancio di generosità, ha dato la possibilità al rinnegato Chris di scrivere di nuovo per gli Uomini X e di farlo a modo suo. Ovviamente slegato dalla continuity.
Questo è "X-Men Forever", arrivato al terzo volume in Italia. Credo che sia un'operazione nostalgia bella e buona; nel bene e nel male. Tra dialoghi interiori delle tormentate protagoniste e sexy cattive antagoniste sembra davvero di leggere un fumetto di 20anni fa e neppure i disegni sono degni di nota. Non me ne vogliano gli X-Fans ma più vado avanti più mi accorgo che non tutte le ciambelle riescono col buco.


In definitiva questo "X-Men Forever" non ha un target di riferimento, gli adolescenti che trovavano intriganti gli X-Men allora, oggi hanno come minimo 30anni e la sospensione dalla realtà ha un limite, mentre gli adolescenti di oggi hanno altri interessi che vedere sexy eroine in calzamaglia e assistere a dialoghi interiori poco credibili.
E io perché lo compro?


un po di spoiler? Wolvie muore, la Bestia flirta con Jean "fenice" Grey, sabretoth diviene un membro degli X-men e si scopre (?) essere il padre dell'artigliato canadese. Tempesta tradisce e diviene la regina del Wakanda (dopo aver fatto uccidere suo marito Pantera Nera), Colosso è tornato nella madre Russia e sta con Natasha Romanov (aka Vedova nera) con gran dispiacere (e qui i dialoghi interiori si sprecano) di Kitty Pride...

sabato 31 luglio 2010

Capitan America (morte e rinascita)




"Capitan America è morto, lunga vita a Capitan America"


Nel mondo incantato dei super-eroi la morte è qualcosa che prima o poi colpisce tutti. In un modo o nell'altro.
Ok, succede anche a noi comuni mortali ma la differenza è che noi almeno siamo vivi, e che i super-eroi, presto o tardi tornano. Sempre!

Non molto tempo fa, la morte per i super-eroi, era un modo per uscire di scena quando la testata non vendeva più. La morte arrivava frettolosa e provava ad essere dignitosa coinvolgendo lo sfortunato eroe in epiche battaglie dove si immolava, di solito, per la salvezza di uno o di molti o di tutti, una differenza di poco conto. Naturalmente quando nelle Grandi Case ci sono dei vuoti di idee si tende a rilanciare qualche super-eroe defunto e dimenticato cercando cosi, con la sua rinascita-resurrezione, di far sopravvivere una determinata testata.
Ma come poteva tornare qualcuno dal mondo dei morti? Allora gli autori si scervellavano con ipotesi assurde e macchinose. Si hanno così cloni morti al posto dell'originale, dimensioni parallele, viaggi nel tempo, lotte negli inferi, patti col diavolo etc. Di solito dopo il primo episodio il "ritorno" smette di essere un problema e si va avanti come niente fosse successo. Tranquillamente.

Poi c'è stata la guerra civile. Civil War. Eroi contro eroi. Una saga che ha cambiato il rapporto tra il mondo fitizio e la realtà. La sua estrema conclusione è stata quando Capitan America è morto. Una morte simbolica e reale avvenuta a tradimento prima che Cap subisse il processo per gli avvenimenti della Guerra Civile (lui era contro la registrazione e la sua fazione è stata sconfitta, o meglio, lui ha ordinato di deporre le armi e si è consegnato al capo della fazione opposta, Tony Stark, alias Iron Man, vendicatore e amico di Cap).
Questa morte, orchestrata da Mark Millar e scritta da Ed Brubaker, uno scrittore molto hard-boiled, ha fatto molto parlare sia per il suo simbolismo sia per la sua tragicità. Molti si chiedevano: -ma è veramente morto?- la risposta era sempre la stessa: -si, capitan america è morto-.
Sono passati tre anni, e ora siamo nel Regno Oscuro di Norman Osborn (alias Iron Patriot ora, prima Goblin) e Capitan America, il vero, il primo Steve Rogers sta per risorgere con la miniserie , sempre di Brubaker, Reborn.

Naturalmente.

Ma cosa rende questa morte e rinascita diversa dalle altre di cui accennavo all'inizio? Prima di tutto non è stata una morte dettata da necessità, far fuori Capitan America non è facile è un personaggio che vive da 60-70 anni e scusate se è poco. Poi non è stata affatto sconclusionata ne macchinosa. E' stato ucciso. Anche se la rinascita è fedele ai cliché dei viaggi del tempo e/o spaziotemporali ma a renderla diversa, a mio avviso, è il livello della narrazione, quella narrazione che sta facendo appassionare molti lettori verso il complicato e complesso mondo dei super-eroi.

venerdì 4 giugno 2010

Le origini dell'universo Ultimate.

La linea Ultimate nasce con l'intento di ringiovanire, sfoltire, semplificare personaggi e dinamiche che vantano decine di anni di storie che in modo più o meno pesante sono legate tra loro; per dirla alla americana in "continuity".
La continuity è qualcosa che bisogna sempre tenere in conto quando si ha a che fare con le storie dei super eroi e molto spesso limita l'accessibilità di molte storie che seppur valide disorientano non poco il lettore occasionale. (ammetto che io stesso ero intimorito dagli albi dei super eroi proprio per quella sensazione di trovarsi in una festa già iniziata...)
Comunque sia, le origini dell'Universo Classico Marvel sono sempre soggette a libere interpretazioni dei vari autori sta alla loro fantasia saper aggiungere un dettaglio, cambiare un punto di vista senza bruciare i precedenti (a meno che non siano proprio osceni...). Quindi la scelta di B.M. Bendis (deus ex machina della marvel attuale) di dare all'universo Ultimate una origine univoca mi lascia un po' con l'amaro in bocca e un dubbio.
Perché sono u mutanti ad essere frutto del siero del super soldato e non viceversa?
A mio avviso sarebbe più plausibile questa seconda opzione in quanto la formula del siero potrebbe essere un tentativo di ricreare in vitro il gene X con tutto quello che poi ne deriverebbe (cioè una mutazione...).

Anche se editorialmente è ancora relativamente giovane l'Universo Ultimate (o Ultiverso o UU) deve sempre e dovrà comunque fare i conti col suo cugino più grande l'Universo Marvel originale dalla quale direttamente discende anche se la volontà di renderlo indipendente è presente. Tutto dipende dalla strada che seguirà verso l'indipendenza. Credo che il reset delle testate avvenute a seguito dell'evento Ultimatum sia da vedere in quest'ottica. Personalmente ho trovato un Spiderman un po' più manga (graficamente) e adolescente. Non lo so ma forse Bendis ha troppe cose in testa per potersi dedicare alla sua "creatura" (verrò linciato per averlo detto). Mentre il fronte Avengers sembra sempre interessante e più maturo


vediamo vediamo...