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martedì 6 novembre 2012
il sano esercizio dell'ultra-violenza
Io sono un fan dell'Ultraviolenza, di quella violenza gratuita, senza senso, fine a se stessa, denigrata ma, allo stesso tempo, morbosamente accettata. Molte volte questa violenza viene usata per attirare un pubblico in cerca di forti emozioni, senza troppo impegno. Di questa mercificazione e denaturazione della violenza, spesso mitigata da facili risate e battute a grana grossa come le tette delle protagoniste dei film (o dei fumetti) che promettono "more gore", sono meno entusiasta. Per me la violenza, l'Ultraviolenza, è un esercizio di stile e non solo un modo per shockare il pubblico.
Di violenza nei fumetti si è parlato da sempre e se ne è parlato a lungo e non sempre questo dialogo a portato soluzioni meno gravi del problema. Mi riferisco al periodo in cui la violenza nei fumetti era bandita. Batman smise di sparare e Cap America lasciava il lavoro sporco alla sua spalla. Questo tabù è ormai caduto e oggi si è arrivati alla spettacolarizzazione della violenza, la sua consacrazione. Batman, Wolverine e The Punishe sono i primi super-eroi a non essere totalmente buoni.
In tempi più recenti, Mark Millar è stato alfiere di questa nuova ondata di sangue e budella grondante dalle pagine patinate dei comic-book. In Giappolandia Ichi the killer e Shamo, ad esempio fanno scuola (ancora insuperato il primo, a mio avviso). Alla fine, quello ultra-violento è diventato un genere e come il new-metal hanno iniziato a farlo tutti.
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sabato 18 giugno 2011
Lords of Chaos (bordello nella testa)
Lords of Chaos è un libro un libro sul Black Metal e sulla sua feroce apparizione nella scena musicale e nella cronaca nera, con uguale intensità, nella prima metà degli anni novanta in Norvegia e via via in altre regioni Scandinave, nel resto d'Europa e negli Stati Uniti (anche se adesso ci sono formazioni in Cina, Nuova Zelanda, Medio Oriente...).
Per chi conosce questa scena musicale sa che viene associata al satanismo, in modo più o meno sbagliato. In questo libro viene analizzato il rapporto effettivo col satanismo da parte degli appartenenti alla scena e sopratutto viene analizzata la vicinanza ideologica al nazionalismo e al nazismo.
Ho riflettuto sul rapporto controverso tra musica e politica, in un contesto territoriale.
La Sardegna non è la Norvegia ma le tradizioni pagane che hanno dato un identità al Black metal e fornito un alibi più ponderato e meno infantile del Satanismo per il rogo delle chiese sono presenti in un modo abbastanza simile. Ovvero, di simile c'è la riscoperta, da parte di molti giovani delle radici pagane della Nostra Isola. Per la maggior parte queste radici sono vendute sotto forma di Souvenir ai turisti o come una scusa per far bisboccia; ma c'è una parte di persone che si occupano di queste radici seriamente e si impegnano per raccoglierle e tramandarle. Appare ovvio, quindi, che la riscoperta di queste radici va di pari passo con la nascita o l'evoluzione di qualche movimento politico che mette un forte accento sulle tradizioni storiche e culturali della Sardegna. Un movimento che attira i giovani che a loro volta vengono attratti dal "mondo che c'era una volta" fatto di tradizioni ancestrali, janas e figure minacciose rappresentate tuttora dal baccano delle maschere tradizionali del carnevale.
Il Black Metal norvegese ha compiuto questo cammino di avvicinamento all'ala ultra nazionalista tramite una condivisione di simboli ma non credo abbiano molto di più in comune anche se molti personaggi chiave (Varg Vikernes su tutti) si schierano in maniera controversa sulle posizioni dei movimenti anti-semiti. Va detto che la Norvegia non è l'America e il problema dell'immigrazione non è a livello da poter dare una qualche giustificazione sociale alle prese di posizione. Secondo me c'è stato un processo di avvicinamento da parte dei Nazionalisti norvegesi verso la scena Black Metal quando hanno visto in loro un potenziale distruttivo e propagandistico. Per sua natura il Black Metal è un genere estremo, sotterraneo e oscuro. L'evoluzione che c'è stata dai Venom ai Mayhem è molto profonda. Dai testi infantili e inneggianti al "signore oscuro" ai testi di matrice fantasy. Poi si scopre che la loro terra, la Norvegia ha molto da condividere col fantasy che loro interpretavano nei Giochi di Ruolo e prendono molto seriamente la mitologia Norrena e qui ci può essere il primo punto d'incontro tra la musica e la politica. Il nazismo Hitleriano è impregnato di mitologia, di rune e di temi e valori figli di quella cultura ormai sepolta. Il resto è tutto, o perlopiù -secondo me- figlio dell'attenzione morbosa dei media.
Per ultimo, quello che vorrei dire è che la musica schierata politicamente non è solo il Black Metal e personalmente non mi riconosco negli ideali espressi da molti gruppi ma continuo ad ascoltare la loro musica, forse con più coscienza sul significato delle loro canzoni. Dicevo condannare un genere musicale perché schierato politicamente è ingiusto. In Italia la musica schierata politicamente esiste e ha raggiunto posizioni in classifica, certo esiste anche una realtà underground meno nota ma gruppi come Modena City Rumblers, 99posse sono noti al grande pubblico e nei loro testi sono espliciti i riferimenti a politiche sinistrorse. Sarebbe ipocrita dire che fanno musica "socialmente impegnata" come ascoltare gli Assalti Frontali non fa di me uno "impegnato politicamente o socialmente".
mercoledì 20 aprile 2011
Fumetti ad ampio spettro
Si parla tanto di come le nuove tecnologie abbiano influito (più o meno negativamente) su musica e cinema. Il cugino povero del cinema, il fumetto, non è stato risparmiato da queste problematiche. Proviamo ad esaminare cosa abbia significato per il fumetto il doversi confrontare con le nuove tecnologie (che ormai tanto nuove non sono più).
Sicuramente Internet ha contribuito in maniera considerevole alla diffusione e all'esplosione del “fenomeno manga” ma allo stesso tempo è stato colpevole di diseducazione sul mezzo espressivo in generale. Da un lato abbiamo ragazzi che scaricano o guardano in streaming ogni serie che esca in Giappone, dall'altro abbiamo il solito dramma dell'editoria e tutte le sue conseguenze. In effetti l'influenza degli effetti della globalizzazione è simile a quella delle altre industrie di intrattenimento (musica e cinema).
Ma le differenze quali sono?
Ad esempio la diffusione in rete dei contenuti è molto diversa da quella raggiunta da film e musica. Mentre per la musica la differenza tra un mp3 scaricato dal mulo e una traccia di un cd originale è perlopiù irrilevante, infatti dipende da come si ascolta la musica e dall'impianto audio a disposizione, e per i film le differenze sono minime per quanto riguarda la qualità e, come per la musica, la qualità finale dipende da come si usufruisce del prodotto (TV, surround, lettore...). Per i fumetti, le scanslation, la qualità finale è dipendente direttamente da come viene digitalizzato il prodotto. Fare scanslation è un lavoro artigianale al contrario di musica e film dove la maggior parte del lavoro viene affidato al processore. Bisogna slegare il fumetto a singoli fogli, scannerizalo e poi rilegarlo nuovamente. Questo incide anche sul prodotto originale iniziale, cosa non da poco. Naturalmente non tutti fanno questo, così in rete si trovano tantissime scanslation che sono praticamente fotocopie e nulla più.
Il vantaggio è la diffusione che il prodotto può raggiungere grazie ad Internet. Fino ad un decennio fa la diffusione del fumetto era generalmente rilegata alle sole edicole e solo in una minima percentuale ai circuiti delle librerie specializzate limitando così di fatto gli orizzonti degli appassionati. Ora la produzione di pubblicazioni specifiche per il circuito librario non è più un limite alla diffusione. Anche per gli indipendenti la possibilità di vendere il loro prodotto direttamente sulla rete è un vantaggio non indifferente e possono raggiungere un visibilità che non era pensabile fino a poco tempo fa.
Ultimamente si parla di prodotti studiati appositamente per il mercato digitale, questo è stato già teorizzato da Will Eisner nei suoi manuali sul fumetto. Bisogna ricordare che Eisner non era un giovane ventenne quando scrisse le sue teorie sulla digitalizzazione del fumetto, ma era semplicemente Eisner, il padre del fumetto occidentale moderno.
Sicuramente Internet ha contribuito in maniera considerevole alla diffusione e all'esplosione del “fenomeno manga” ma allo stesso tempo è stato colpevole di diseducazione sul mezzo espressivo in generale. Da un lato abbiamo ragazzi che scaricano o guardano in streaming ogni serie che esca in Giappone, dall'altro abbiamo il solito dramma dell'editoria e tutte le sue conseguenze. In effetti l'influenza degli effetti della globalizzazione è simile a quella delle altre industrie di intrattenimento (musica e cinema).
Ma le differenze quali sono?
Ad esempio la diffusione in rete dei contenuti è molto diversa da quella raggiunta da film e musica. Mentre per la musica la differenza tra un mp3 scaricato dal mulo e una traccia di un cd originale è perlopiù irrilevante, infatti dipende da come si ascolta la musica e dall'impianto audio a disposizione, e per i film le differenze sono minime per quanto riguarda la qualità e, come per la musica, la qualità finale dipende da come si usufruisce del prodotto (TV, surround, lettore...). Per i fumetti, le scanslation, la qualità finale è dipendente direttamente da come viene digitalizzato il prodotto. Fare scanslation è un lavoro artigianale al contrario di musica e film dove la maggior parte del lavoro viene affidato al processore. Bisogna slegare il fumetto a singoli fogli, scannerizalo e poi rilegarlo nuovamente. Questo incide anche sul prodotto originale iniziale, cosa non da poco. Naturalmente non tutti fanno questo, così in rete si trovano tantissime scanslation che sono praticamente fotocopie e nulla più.
Il vantaggio è la diffusione che il prodotto può raggiungere grazie ad Internet. Fino ad un decennio fa la diffusione del fumetto era generalmente rilegata alle sole edicole e solo in una minima percentuale ai circuiti delle librerie specializzate limitando così di fatto gli orizzonti degli appassionati. Ora la produzione di pubblicazioni specifiche per il circuito librario non è più un limite alla diffusione. Anche per gli indipendenti la possibilità di vendere il loro prodotto direttamente sulla rete è un vantaggio non indifferente e possono raggiungere un visibilità che non era pensabile fino a poco tempo fa.
Ultimamente si parla di prodotti studiati appositamente per il mercato digitale, questo è stato già teorizzato da Will Eisner nei suoi manuali sul fumetto. Bisogna ricordare che Eisner non era un giovane ventenne quando scrisse le sue teorie sulla digitalizzazione del fumetto, ma era semplicemente Eisner, il padre del fumetto occidentale moderno.
sabato 11 dicembre 2010
Daimones Ex Tenebris by Dany & Dany

Stavo davvero aspettando con ansia questa uscita del duo della Dany. Dopo qualche auto produzione e vari successi all'estero Dany&Dany sono pronte per il grande pubblico italiano; e quale occasione migliore della Fiera di Lucca per presentare il loro lavoro?
Daimones è una storia di vampiri dal gusto classico e grazie a questa ambientazione temporale (metà 800) il duo da sfogo alla propria creatività disegnando con meticolosa perizia abiti, arredamenti, interni ed esterni tipici dell'epoca e sfoggiando un gusto estetico tanto caro agli amanti di (certe) storie di vampiri.
Dal punto di vista narrativo la storia si legge benissimo e presenta spunti interessanti come i Daimones appunto. Vampiri creati in laboratorio, tramite esperimenti crudeli e terribili, dai vampiri stessi in modo da vincere la maledizione tipica del vampiro classico, ovvero l'avversione alla luce del giorno. La creazione del super-vampiro si rivela alquanto difficile e molto contrastata dal vampiro “classico” che, spaventato dal potere di questi esseri, ne decretò la tragica scomparsa perseguitando tutti i Daimones esistenti. Si salvò solo uno, Aidan. Questa storia parla di lui e della sua presa di coscienza di essere diverso tra i diversi e per questo tremendamente solo.
Ma è anche un horror, anche se romantico, gotico. E' spettacolare come la prima sequenza vada ad incastrarsi con l'ultima dando un senso più ampio alla lettura e facendoci godere di più dell'esperienza di lettura appena finita e sperare in una sua prosecuzione.
Come dicevo, le Danys non si sono risparmiati nei dettagli e ogni tavola è tutta da osservare ma anche quando devono disegnare ambientazioni più moderne e scene ricche di azione non deludono.
In appendice la storia originariamente apparsa su un antologia a tema Vampiresco (vampiri appunto, ed absoluteBlack) che introduceva le tematiche di Daimones.
A proposito di antologie Vampiriche , nel secondo volume della suddetta antologia uscita quest'anno c'è una storia del Dinamico Duo (Dany e Dany) che dimostrano di sapere fare anche storie divertenti.
martedì 25 maggio 2010
Premessa
ho deciso di aprire questo blog per scriverci le mie impressioni sui fumetti che leggo (ma anche dei film che guardo e la musica che ascolto).
Questo senza la pretesa di fare critica ma dare il punto di vista di semplice apassionato, da uomo della strada insomma.
Ho voluto chiamare questo Blog "Dark Ink Noise" perché in un certo senso voglio concentrarmi su queste tre parole. L'inchiostro di kina dei fumetti, l'inchiostro nero, oscuro di certe pagine, e l'oscurità di certa musica che per molti è rumore, il rumore che può fare l'oscurità, l'inchiostro che fa scalpore, rumore che in un certo senso fa discutere.
Certo che parlare di fumetti in un Blog è come sparare ad un pesce in un barile; credo ci siano migliaia di blog, siti, forum che trattano di questo argomento. Ammettiamolo il fumetto sta vivendo un periodo strano, i nuovi media lo hanno riportato all'attenzione (successe anche negli anni 80-90 ma in maniera negativa...) i manga spopolano tra i più giovani mentre quelli più grandicelli trovano pane per i loro denti con le storie più mature o con gli anime della loro infanzia. I super eroi risorgono grazie a trilogie di film con budget spaventosi e si tenta di portare sul grande schermo qualcosa di assai impegnativo, la "continuity" dell'Universo Marvel.
Le manifestazioni nascono un po ovunque grazie anche al sempre più crescente fenomeno del cosplay e sempre più canali trasmettono animazione giapponese dando vita così a nuovi fenomeni che durano una o due stagioni.
Io scarto a priori certe cose troppo shonen ma non perché mi senta superiore ma perché credo ci siano altre cose interessanti anche se meno publicizzate.
Non sdegno il Dylan Dog o Nathan Never "perché non è manga" e nell'universo supereroistico sono poco più che un novellino ma credo che le storie dell'ultimo decennio (ma ci sono esempi anche antecedenti, anzi è forse tra gli anni 80 e 90 che si incontrano i Punti Saldi, le pietre d'angolo, le svolte epocali) siano molto mature e interessanti. Non esclusivamente dal punto di vista grafico, non sono solo storie d'autore vestite da "favola" sono una commistione di tutte e due le arti, sia grafica che narrativa.
Fatta questa premessa, mi metto a "graficare" e smanettare un po'---
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