Si parla tanto di come le nuove tecnologie abbiano influito (più o meno negativamente) su musica e cinema. Il cugino povero del cinema, il fumetto, non è stato risparmiato da queste problematiche. Proviamo ad esaminare cosa abbia significato per il fumetto il doversi confrontare con le nuove tecnologie (che ormai tanto nuove non sono più).
Sicuramente Internet ha contribuito in maniera considerevole alla diffusione e all'esplosione del “fenomeno manga” ma allo stesso tempo è stato colpevole di diseducazione sul mezzo espressivo in generale. Da un lato abbiamo ragazzi che scaricano o guardano in streaming ogni serie che esca in Giappone, dall'altro abbiamo il solito dramma dell'editoria e tutte le sue conseguenze. In effetti l'influenza degli effetti della globalizzazione è simile a quella delle altre industrie di intrattenimento (musica e cinema).
Ma le differenze quali sono?
Ad esempio la diffusione in rete dei contenuti è molto diversa da quella raggiunta da film e musica. Mentre per la musica la differenza tra un mp3 scaricato dal mulo e una traccia di un cd originale è perlopiù irrilevante, infatti dipende da come si ascolta la musica e dall'impianto audio a disposizione, e per i film le differenze sono minime per quanto riguarda la qualità e, come per la musica, la qualità finale dipende da come si usufruisce del prodotto (TV, surround, lettore...). Per i fumetti, le scanslation, la qualità finale è dipendente direttamente da come viene digitalizzato il prodotto. Fare scanslation è un lavoro artigianale al contrario di musica e film dove la maggior parte del lavoro viene affidato al processore. Bisogna slegare il fumetto a singoli fogli, scannerizalo e poi rilegarlo nuovamente. Questo incide anche sul prodotto originale iniziale, cosa non da poco. Naturalmente non tutti fanno questo, così in rete si trovano tantissime scanslation che sono praticamente fotocopie e nulla più.
Il vantaggio è la diffusione che il prodotto può raggiungere grazie ad Internet. Fino ad un decennio fa la diffusione del fumetto era generalmente rilegata alle sole edicole e solo in una minima percentuale ai circuiti delle librerie specializzate limitando così di fatto gli orizzonti degli appassionati. Ora la produzione di pubblicazioni specifiche per il circuito librario non è più un limite alla diffusione. Anche per gli indipendenti la possibilità di vendere il loro prodotto direttamente sulla rete è un vantaggio non indifferente e possono raggiungere un visibilità che non era pensabile fino a poco tempo fa.
Ultimamente si parla di prodotti studiati appositamente per il mercato digitale, questo è stato già teorizzato da Will Eisner nei suoi manuali sul fumetto. Bisogna ricordare che Eisner non era un giovane ventenne quando scrisse le sue teorie sulla digitalizzazione del fumetto, ma era semplicemente Eisner, il padre del fumetto occidentale moderno.
mercoledì 20 aprile 2011
domenica 17 aprile 2011
Evilenko
Non è propriamente un film horror ma spaventa ed è comunque un bel film.
Evilenko è il protagonista di questo film ambientato in una Russia che si libera a fatica del comunismo. E' ispirato ad un serial killer realmente esistito a Rostov, il mostro di Rostov appunto, un tale Andrej Romanovič Čikatilo, attivo fra il 1978 ed il 1990. In questi anni uccise 53 fra donne e bambini. Fu giustiziato nel febbraio del 1994.
Il film si regge tutto sull'ottima interpretazione di Malcom McDowell (il famoso Alex drugo di Arancia Meccanica, ma che in vecchiaia si è saputo ritagliare ruoli interessanti anche se non da protagonista. Gli halloween di rob zombie e la serie Heroes, ad esempio).
L'Evilenko del film è un uomo che non capisce la fine del comunismo e si trova disorientato nella nuova società che non capisce i suoi metodi. Lui è un insegnante delle medie e le sue lezioni sono propaganda comunista che non interessa minimamente ai suoi allievi. Comunque lui è convinto delle sue idee e accusa i colleghi di essere anticomunisti. Anche quando viene accusato di tentato stupro da una sua alunna si lamenta di essere vittima delle ritorsioni dei suoi colleghi anticomunisti. Nonostante questo, viene allontanato dalla scuola. Viene assunto dal KGB, ma il suo ruolo è solo quello di occupare una scrivania. E di viaggiare. Durante questi viaggi adesca bambini o giovani donne che uccide e in parte cannibalizza.
Dopo più di venti omicidi la polizia decide di intervenire e ingaggia un giovane e rampante Detective di trovare e fermare Il mostro di Rostov.
Le indagini iniziano ma le poche prove e testimonianze non portano a nessuna conclusione concreta. Fino a quando, nonostante si tratti di un “nemico del comunismo”, il Detective non decide di chiedere aiuto ad un psichiatra, sospettato anch'esso di essere il serial killer per via del suo passato da pedofilo omosessuale. Lo psichiatra trova presto Evilenko ma viene eliminato dallo stesso. L'escalation di omicidi non si ferma e i racconti delle vittime sono confusi, infatti Evilenko li ipnotizza per attirarli nel bosco dove cerca di stuprarli e ucciderli.
Evilenko viene catturato perché fortemente sospettato anche in assenza di prove e tramite dei trucchi psicologici viene indotto a confessare. Confessa più di 50 omicidi, quasi il doppio di quelli per cui era sospettato.
Il film si chiude con queste parole:
« Andrej Romanovic Evilenko
è stato dichiarato sano di mente
e colpevole.
È stato ufficialmente giustiziato
il 14 febbraio 1994.
L'esecuzione è avvenuta non si
sa dove e non si sa come.
Nel natale del 1993, due istituti di ricerca,
uno tedesco e uno americano, avevano
offerto all'ex Unione Sovietica importanti
somme di denaro per averlo.
Vivo. »
Come dicevo non è un film horror, ma un ritratto realistico del personaggio ma sopratutto del territorio e della società che fa da sfondo alle vicende. Certo ci sono scene da incubo sia per livello di sangue sia per perversione, ma non sono fini a se stesse e contribuiscono a fornirci un ritratto di “un comunista che mangiava i bambini”.
Il regista David Grieco è anche autore del libro che porta lo stesso titolo. Un ottima prova di regia ma quello che più affascina, ripeto, è l'interpretazione di Malcom McDowell.
sabato 26 marzo 2011
contaminazioni, infiltrazioni, confusioni
guardavo il film "vampire girl Vs. frankenstein girl". Il titolo è tutto un programma. Mettici un po di Twilight, un po di Kamikaze Girl, un titolo a caso dei vari "godzilla contro..." e frulla con Kill Bill e salsa Wasabi. Gustare. Anche se il film ce la mette tutto per disgustare e legarsi così al filone "guro" (tokio gore police ad esempio). Ma è una commedia, sciapida. più che un film da cui Tarantino prenderebbe spunto sembra che cavalchi l'onda dell'iperviolenza senza senso Tarantino Style.
La cosa strana è che il film si lascia guardare, diverte pure. L'uscita di un film come Sucher Punch significa che il grande pubblico è pronto per questo tipo di "avventure".
ah, l'ingrediente twilight non dovrebbe spaventare nessuno, l'ho messo li per dire che c'è un po di romanticismo in questa giostra di sangue e budella e ossa e ancora sangue, ed è la parte commedy del film, per dire... inoltre non preoccupatevi, i vampiri non sbrillucicano anche se non temono la luce del sole.
e di frankie che si dice?
beh lui è uno scienziato pazzo vestito da demone kabuki... cosa volere di più?
La cosa strana è che il film si lascia guardare, diverte pure. L'uscita di un film come Sucher Punch significa che il grande pubblico è pronto per questo tipo di "avventure".
ah, l'ingrediente twilight non dovrebbe spaventare nessuno, l'ho messo li per dire che c'è un po di romanticismo in questa giostra di sangue e budella e ossa e ancora sangue, ed è la parte commedy del film, per dire... inoltre non preoccupatevi, i vampiri non sbrillucicano anche se non temono la luce del sole.
e di frankie che si dice?
beh lui è uno scienziato pazzo vestito da demone kabuki... cosa volere di più?
mercoledì 16 marzo 2011
deriva personal-patetica
uff, ho paura che anche marzo se ne andrà senza nuovi post fumettorrorosi... sto scrivendo qualcosa su Empowered e vorrei spendere un post sulle Saghe dei Grandi eroi, in particolare su Guardian-Devil (diavolo custode ) scritto e disegnato da un team d'eccezione: Kevin Smith (Clerks, tanto per dire) e Quaseda (editor in chief marvel, anzi da poco promosso a non so quale mansione di supervisore ..., illustratore superbo di molte copertine strepitose).
E' anche da un pezzo che volevo scrivere qualcosa sulla "deriva manga" ma ancora non ho bene focalizzato le idee...
in mezzo a tutto questo ci metto il nuovo "lavoro" in tipografia e la voglia, tanta, di creare qualcosa. di dimostrare che ci sono. quindi lavoro sulle storie e sui disegni, che per ora non sono che appunti e schizzi sparsi, persi
non so, forse questo blog prenderà una piega un po più personale... chi vivrà vedrà
mercoledì 26 gennaio 2011
Halloween – di Rob Zombie

Il cinema horror, soprattutto quello made in USA o mainstream, va a cicli. Negli anni '90 i serial killer mascherati crescevano di numero e macinavano sequel, poi è stata la volta dei remake dei film asiatici, inaugurata da “the ring” e proseguita con ogni film horror il Sol Levante sfornasse (arrivando, assurdamente, a fare il remake di “REC” ). Allo stato attuale delle cose si è arrivati al remake dei film sui serial killer mascherati, come dire da due idee infelici arriveremo ad una intuizione originale? I botteghini dicono di no, gli appassionati pure, forse qualche critico dopo aver visto i remake è riuscito ad apprezzare più gli originali, ma di certo non hanno portato nessun significativo beneficio al mio amato genere.
Bisogna dire però che ci sono stati delle eccezioni, come a confermare la fatidica regola. Questa eccezione ha il nome di Rob Zombie. Il regista aveva precedentemente sorpreso con i suoi “la casa dei mille corpi” e “la casa del Diavolo” e molti, io compreso, temevo che il Rob fosse stato in qualche modo assoggettato alle dure leggi di mercato (ben più spaventose dei film) e temevo per la prematura scomparsa (dal punto di vista artistico-cinematografico) di un così promettente regista.
Molti per “remake” intendono solo rifare gli effetti speciali, digitalizzare qua e la, aggiungere un cellulare per dare il tocco di contemporaneità e poco altro, svilendo in questo modo l'opera originale.
In “halloween – the begining” (questo il titolo originale), si da un contesto alla nascita del Male in Mike Myers, si assiste alla sua trasformazione e si resta colpiti soprattutto dall'apatia del piccolo Mike nel compiere i suoi primi crimini. Ottima la prova interpretativa di Malcom McDowell nella parte dello psichiatra che segue il caso.
In poche parole questo Halloween spaventa ed inquieta rimanendo fedele al primo film di Carpenter.
La vera sorpresa è che Rob Zombie dirige anche il sequel del remake (il massimo della boiata secondo me, in questioni di termini almeno). Tremo all'idea ma con coraggio affronto la pellicola. In questo film si vede che manca un po' di passione (il regista era contrario a questo sequel) ma risulta un film totalmente nuovo rispetto alla saga originale dando così nuova vita al personaggio di Mike Myers e confermando ulteriormente il regista come mio personale Profeta dell'Horror.
Se vogliamo, questo film è il più lisergico di quelli finora diretti da Zombie. Infatti sono numerose le scene con particolari effetti di luce da atmosfera di vecchi film horror (grande passione del regista) e le incursioni nel subconscio malato di Mike.
Un personaggio importante in questo film è la sorella di Mike, unica superstite della famiglia Myers. Lei vive cercando di dimenticare e sembra riuscirci, a parte qualche strano sogno che le ricorda chi lei sia in realtà. A complicare le cose arriva in città lo psichiatra che ha seguito Mike con il suo nuovo libro. Ormai manca poco ad Halloween e per Mike è tempo di ricongiungersi a quel che resta della sua famiglia travolgendo con la sua follia omicida chi si para davanti al suo percorso. Guidato dalle visioni della madre morta (shery moon zombie), che lui vede come un essere pure che conduce un cavallo bianco, torna ad Haddonfield e alla vecchia casa dove tutto è iniziato. E dove tutto deve finire.
Il finale c'è, è tragico e violento, in linea col finale del precedente capitolo e con quello della serie classica. Se ci saranno ulteriori sequel difficilmente sapranno tenere il passo dettato da Zombie e anche coi remake credo che la gara sia chiusa. Pace all'anima di Freddy, Jason e compagnia bella.
giovedì 13 gennaio 2011
Dead Set - Zombie Vs. Grande Fratello

Quando ho sentito di questo telefilm ne ho sentito parlare come un”vero” telefilm di zombie e non come quella M***a pattinata di The Walking Dead. Ok, The walking Dead non è proprio una M***a, anche se l'unica cosa valida sono li effetti speciali di Nicotero e il fatto di avermi fatto conoscere il fumetto di Kirkman.
Dead Set è proprio un altra cosa. Questa piccola serie britannica andata in onda su Mtv è abbastanza amatoriale da poter essere scusata di alcuni difetti ma al contempo è proprio per la sua essenza low budget ad essere così vicina ad un filmazzo zombie vecchia scuola.
Come i film di Romero usavano gli Zombie per fare una satira sociale sul consumismo questa serie usa gli zombie per mostrare un aspetto più attuale. Il Grande Fratello televisivo è, nel bene e nel male, uno specchio della realtà di questo inizio di millennio.
La serie ipotizza un attacco di non morti durante il Grande Fratello appunto. Con gli inquilini della casa chiusi dentro e i morti fuori. L'eroina della serie è una segretaria di produzione che suo malgrado si ritrova a dover affrontare una realtà fuori da ogni immaginazione. Sono proprio i personaggi ad essere il punto forte di questa serie. Abbiamo un eroina non proprio inapprensibile il cui moto è “finché respiriamo siamo migliori di loro”, poi abbiamo i vari concorrenti del Grande Fratello che che vengono catapultati dal Reality alla Realtà. Il macho della situazione si trova a suo agio con i calibri pesanti e si diverte a cecchinare gli zombie, l'intellettuale invece fa un po' da ago della bilancia alla morale del gruppo ma cade vittima delle sue stesse contraddizioni. E' vero, ci sono personaggi stereotipati come il cinico produttore del reality o le concorrenti che da un sogno patinato si ritrovano in un incubo rosso sangue. Ma questi personaggi servono molto a sdrammatizzare la situazione, a tratti davvero pesante. Infatti nonostante la serie conti solo 5 puntate di durata di 30 minuti (solo la prima dura un ora) riesce a far fare di tutto ai personaggi, dal dover fare i conti con la propria coscienza, con i propri bisogni fisici (il produttore si trova chiuso in una stanza, assediato dalla presentatrice zombie, ed ha la cattiva idea di ubriacarsi e di mangiare cibo andato a male... quello che entra... deve anche uscire. Con lui nella stanza, c'è anche l'ultima eliminata dal reality... un momento davvero “peso”). Anche quando le cose sembrano andare bene e sembrano dover portare ad una lieta conclusione arriva sempre qualche non-morto a mordicchiare e a seminare il panico tra i pochi superstiti.
Anche gli effetti speciali sono di grande effetto nonostante l'evidente limite di risorse. Le teste esplodono, i corpi vengono lacerati, non si risparmiano certo le crudezze ma nel contesto risultano più divertenti, grottesche che puramente Gore.
Ma la cosa più importante, a mio avviso, nel confronto con The Walking Dead, è che Dead Set riesce dove il primo ha fallito. Prima di tutto Dead Set è molto più horror, secondariamente riesce a costruire situazione e personaggi in maniera molto più convincente e coinvolgente.
Dead Set non ha un finale felice ma almeno ha un finale.
domenica 9 gennaio 2011
personale
la mia idea era di non riempire il blog di stronzate da diario. Credo di avere eliminato la parola Diario dalla mia vita, dopo averne scritto tanti.
il nuovo banner "mondo cane" è solo un titolo e in qualche modo un omaggio ai vari mondo cane, documentari e progetti musicali. L'idea è di scrivere una storia squallida ma realistica da poter condensare in otto pagine di sceneggiatura per un fumetto da poter poi proporre in giro.
Il bello è che mi sto incasinando la vita con progetti grafici inconcludenti ed inutili.
Scrivere recensioni? beh è una cosa che mi sta impegnando almeno un po, e spero di poterne scrivere ancora altre.
tra le cose da recensire che avevo in mente "shadow" il film di Federico Zampaglione... che devo ammetterlo è un buon film, un bell'horror. serio.
fumetti ne ho letti tanti e che valga la pena di recensire, e per questo intendo che mi hanno suscitato un pensiero originale e critico. non so, potrei parlare della delusione di "bushido", troppo confuso... la conferma che ponticelli è un grande (non vedo l'ora di leggere Blatta)
mah... buon anno comunque
alla prossima
il nuovo banner "mondo cane" è solo un titolo e in qualche modo un omaggio ai vari mondo cane, documentari e progetti musicali. L'idea è di scrivere una storia squallida ma realistica da poter condensare in otto pagine di sceneggiatura per un fumetto da poter poi proporre in giro.
Il bello è che mi sto incasinando la vita con progetti grafici inconcludenti ed inutili.
Scrivere recensioni? beh è una cosa che mi sta impegnando almeno un po, e spero di poterne scrivere ancora altre.
tra le cose da recensire che avevo in mente "shadow" il film di Federico Zampaglione... che devo ammetterlo è un buon film, un bell'horror. serio.
fumetti ne ho letti tanti e che valga la pena di recensire, e per questo intendo che mi hanno suscitato un pensiero originale e critico. non so, potrei parlare della delusione di "bushido", troppo confuso... la conferma che ponticelli è un grande (non vedo l'ora di leggere Blatta)
mah... buon anno comunque
alla prossima
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