domenica 25 luglio 2010

Shamo. Nato per combattere


Shamo è il nome di una razza di galli da combattimento ma anche uno dei fumetti più belli che ho letto.
E' un fumetto realistico, duro e a modo suo poetico, una poesia fatta di vignette che fotografano particolari dando un ritmo esatto alla narrazione per poi esplodere in immagini evocative.
I combattimenti non sono fatti da pose plastiche, sguardi cattivi, colpi segreti o altre cose tipiche dei manga "picchiaduro". Nelle vignette sono fotografati dettagli in rapida sequenza. Un piede che si sposta, un muscolo che si flette, una riflesso. Tutto questo senza la minima didascalia, poche onomatopee. Le poche parole durante i dialoghi sono i pensieri del protagonista che molto spesso si trasformano in immagini evocative.
La storia è molto complessa e le vicende si susseguono veloci e senza indugiare in ripensamenti, i cicli narrativi si chiudono violentemente e non lasciano entrare luce nel mondo oscuro di Rio Narushima.


Rio Narushima è il personaggio di questo manga sul karate, ma non è di certo un eroe anzi, la sua storia inizia con l'omicidio dei propri genitori, proprio da parte sua, in una calda sera d'estate. L'autore non indugia e il manga inizia a omicidio già compiuto. Rio si sentiva chiuso in trappola, soffocato dalla propria famiglia, senza via d'uscita. Si era reso conto che tutto quello che faceva, studiare per diventare il migliore della classe e aspirare ad entrare alla più prestigiosa università di Tokyo, suonare il piano, non lo faceva per se, ma per assecondare i desideri dei propri genitori. Questa consapevolezza lo ha portato al gesto estremo. Dalla strage si è salvata solo la sorella Natsumi Narushima a cui Rio è molto legato. Rio è anche convinto di aver liberato la sorella dal giogo familiare.

Rio è un ragazzo mingherlino, da studiose e le sue mani da pianista non hanno mai dato un pugno. Ne mai ne ha preso uno. In riformatorio, per quelli come lui, la vita non è facile. Il fatto che ha ucciso i propri genitori di certo non aiuta a guadagnarsi il rispetto e dalla prima notte subisce violenza da un gruppo di detenuti.
Non voleva subire il giogo dei genitori ma si trova a subirne uno ben più doloroso. Tutto questo ci viene raccontato con freddo distacco, l'autore non da spazio a riflessioni ne a facili morali. non nasconde la testa dentro la sabbia ma attraverso i suoi occhi ci fa vedere tutto il lato oscuro della vita.
E' in riformatorio che Rio conosce il karate e attraverso di questo inizia il suo cammino prima improntato sulla vendetta poi sulla sopravivenza.
Esce dopo due anni e si trova solo. I parenti hanno voltato le spalle a lui e alla sorella che ha espresso tutto il suo odio verso il fratello nell'unica visita che gli ha fatto dove le ha dichiarato che sarebbe andata a vivere in città e si sarebbe prostituita.
La prostituzione è anche il sostentamento di Rio. E' molto richiesto e ha modo di sfogare la sua rabbia facendo da guardia spalle per la yakuza. Fino a quando non vede combattere in tv Naoto Sugawara, un karateka che sembra avere tutto, soldi, fama successo ma nonostante tutto combatte come se ne andasse della sua vita. A vederlo Rio ha un illuminazione e si mette in testa di affrontarlo.
Varie vicessitudini portano Rio al duello finale sul ring del Lethal Fight. Dove alla fine perde andando Ko, svenendo in piedi, col corpo martoriato dai colpi pesanti di Naoto.

La storia continua ma la narrazione resta sempre distaccata e fredda, a volte allucinata.
Un manga davvero oscuro la cui publicazione è stata interrotta sia in patria (dove comunque è ripresa sotto un'altra casa editrice) sia in Italia dove invece è ferma al 19esimo volume in cui si vede l'entrata in scena dei Cani Neri, una specie di cellula dormiente della scuola di karate a cui appartiene Naoto Sugawara.
Come dicevo Rio è il protagonista di questo manga ma non ne è l'eroe infatti negli ultimi numeri lui non appare più, ma il posto di protagonista viene preso da Toma Takahara un ballerino che abbandona un fulgido presente per apprendere l'arte del karate e sfidare con lo scopo di redimere Rio Narushima.

In questo manga ci sono forti riferimenti alla realtà del karate in Giappone, degli interessi economici che ci sono dietro, dei produttori televisivi senza scrupoli, della yakuza

un manga a tinte forti ma che dipinge la vita dove vita non c'è.


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